venerdì 23 novembre 2012

Riso venere integrale con peperoni e salsiccia

Ve lo leggo negli occhi. Lo so che state aspettando con impazienza la mia ricetta con il riso integrale venere! E con grande piacere che vi voglio accontentare presentandovi questo riso un po' particolare nel sapore e nell'aspetto. Ha il pericarpo color ebano, per questo è conosciuto anche come riso nero, mentre l'interno del chicco è bianco. E' un riso profumato: l'aroma si percepisce già dai chicchi crudi ed aumenta con il calore durante la cottura. E' un riso adatto alla preparazione di risotti, insalate fredde e come contorno per accompagnare carni e pesci.


La mia proposta è il riso venere integrale con peperoni e salsiccia

Ingredienti

riso venere integrale biologico Ecor
cipolla
peperone
salsiccia
olio
sale
pepe
brodo vegetale

In una casseruola versiamo l'olio e la cipolla e lasciamo leggermene soffriggere. Uniamo il riso e il brodo vegetale portando dolcemente ad ebollizione. Nel frattempo cuociamo il peperone tagliato a dadini con l'olio e la salsiccia ed insaporiamo con sale e pepe. A metà cottura del riso uniamo il sugo di peperoni e salsiccia lasciando terminare la cottura. Per ottenere una bella presentazione versiamo nel piatto una vellutata di peperoni sulla quale adagiamo una porzione di riso venere. Buon appetito
Potete trovare i prodotti Ecor in vendita nei negozi Naturasì e Cuorebio, oppure online su


giovedì 22 novembre 2012

Idea regalo per Natale: marmellata di arance

Non so se avete notato! Molte vetrine sono già addobbate con fiocchi, stelline e palline natalizie. Sinceramente mi sembra ancora presto anche se nel settore del commercio si dice che "chi prima arriva, prima macina". Quindi allineiamoci in questa scia di pensiero e prepariamo i primi regalini di Natale. Ecco la mia prima proposta che trovo sempre molto utile per chi la riceve e gratificante per chi la regala: marmellata di arance. In realtà, molte volte non sappiamo cosa regalare ... un profumo, una pianta, un libro ... tutto molto valido, però la scelta ci crea molti dubbi. Quale sarà il profumo preferito? Rose o orchidee? Un giallo o un libro di letteratura classica?
Un regalo ha sempre un chiaro significato: deve venire dal cuore, pensato per la persona cara che lo riceverà e soprattutto non deve essere un dovere ma un piacere anche per chi lo dona.
Proviamo a regalare qualcosa realizzato con le nostre mani: sarà certamente molto gradito!
Visto che io adoro conservare i sapori e i colori della frutta e della verdura, ho pensato di confezionare piccoli vasetti di marmellata.



A volte bastano pochi ingredienti per ottenere ottimi risultati. In questo caso ecco cosa ho utilizzato


Ingredienti
kg. 1 di polpa di arance
1 limone
2 carote
gr. 400 di zucchero

Con il pelapatate peliamo le arance e il limone conservando le scorze ottenute. Ora peliamo a vivo le arance, eliminando tutta la parte bianca e tagliamo la polpa in piccoli pezzi. Poniamo una pentola sul fuoco e versiamoci i pezzi delle arance, parte delle scorze, il succo del limone, lo zucchero e le carote precedentemente tritate. Cuociamo per circa 2 ore a fuoco moderato e poi versiamo nei barattoli di vetro. Capovolgiamo i barattoli fino ad ottenere il sottovuoto. Buon appetito.

 E' ovvio che si tratta di un regalo natalizio è importante anche la scelta del barattolo e la sua confezione. Io ho trovato questi. Cosa ne dite?



Vi ringrazio anticipatamente per i commenti e per le email e vi lascio con il classico assaggio virtuale.



Con questa mia proposta partecipo al contest


martedì 20 novembre 2012

Couscous ... mari e monti

I figli hanno un grande potere magico: sanno sempre come fare per ottenere quello che vogliono dai propri genitori. Ci conoscono talmente bene che hanno imparato a memoria quali sono i tasti giusti da premere per far sprigionare in noi le più forti emozioni. Basta pensare che siamo felici quando lo sono loro nella stessa misura che ci preoccupiamo e rattristiamo quando sono avviliti. Questo loro lo sanno e spesso usano queste nostre attitudini per il loro più caro tornaconto. Non a caso mia figlia quando vuol mangiare qualcosa di diverso è subito pronta a dire "In questa casa si mangiano sempre le stesse cose ... e poi hai un blog di cucina!!!". " E no! Bella mia! Questa volta ti sistemo io!!! Couscous ... mari e monti!".


Il couscous è un piatto di origine nordafricana che si è diffuso in Italia, soprattutto in Sicilia ed in Sardegna, in seguito ad una serie di fattori storici legati alle varie dominazioni e agli scambi commerciali. Per sommi capi posso dire che per preparare il couscous, la semola viene posta in un piatto di terracotta a bordi bassi, famoso nel Trapanese come mafaradda, viene spruzzata con acqua salata e lavorata con la punta della dita, fino ad ottenere dei piccoli granelli di semola raggrumata. Una volta preparato, il couscous si cuoce a vapore nella cuscussiera: un contenitore a forma troncoconica, composto da una pentola (kedra) nella quale viene fatto bollire il brodo e da una parte superiore forata (kaskas) dove cuoce il couscous.
Ormai questo piatto si è diffuso e si è affermato anche nelle nostre tavole e per praticità usiamo il prodotto pronto e precotto formato da granelli di semola di grano duro.
Ci tengo a precisare che per questa ricetta ho utilizzato il couscous che gentilmente ci è stato fornito dalla ditta Il Molino Chiavazza, che infinitamente ringrazio.

                                                                  Ingredienti

                                                                  2 melanzane
                                                                  gr. 300 di mazzancolle sgusciate
                                                                  gr, 250 di couscous
                                                                  sedano
                                                                  cipolla
                                                                  zucchina
                                                                  aglio
                                                                  olio extravergine
                                                                  sale e peperoncino

Ricordiamoci che per esaltare questa ricetta ci servono le mazzancolle fresche, che con il loro sapore e colore delicato si sposano a meraviglia con il resto degli ingredienti; in caso contrario optiamo per  le code degli scampi o i gamberetti ed uniamo i filetti di acciuga e i capperi ed avremo un piatto dal sapore più deciso.

Tagliamo a fette sottili le melanzane, facciamole grigliare in una padella antiaderente, saliamole e lasciamole a marinare per un'ora con l'olio extravergine.


Nel frattempo tritiamo finemente la carota, il sedano, la cipolla, la zucchina, il peperoncino, uno spicchio d'aglio e facciamo soffriggere il tutto in una padella con un filo d'olio.




 Aggiungiamo circa mezzo litro di acqua calda, saliamo e portiamo a bollore. A questo punto aggiungiamo le mazzancolle, un po' intere e le altre a pezzi, facciamole cuocere per un paio di minuti. Togliamo dal fuoco e facciamo rinvenire il couscous nel brodo bollente. Quindi allarghiamolo sul vassoio, lasciamolo raffreddare e poi lo sgraniamo.


Con l'aiuto dello stampo per zuccotto disponiamo una parte del coucous a cupola al centro di un piatto da portata. Il resto del couscous lo distribuiamo sulle fette delle melanzane, formando poi degli involtini che posizioniamo attorno alla cupola centrale. Irroriamo con un abbondante giro d'olio e possiamo guarnire il piatto a piacere. Buon appetito!

Secondo voi come è andata con mia figlia? La risposta ve la darò dopo il dolce. E si! Anche il dessert era a base di couscous. Ma questa è un'altra ricetta quindi vi aspetto al prossimo post. Intanto vi lascio una piccola porzione tutta per voi.





Con questa ricetta partecipo al contest ideato dal blog "La cultura del frumento" del Molino Chiavazza



mercoledì 14 novembre 2012

Biscotti integrali ai fiocchi d'avena

Sono le nove di sera e dopo una giornata di lavoro finalmente torno a casa. Mentre mi avvicino al portone di casa penso già alla cena, preparata nel pomeriggio, canocchie con la peperonata, e mentalmente mi pregusto il sapore. Entro in casa e non faccio in tempo ad appoggiare le buste della spesa quando ... "Sabrina, hai comperato i biscotti integrali per la colazione di domattina?". La mente si mette in funzione ed inizia a fare la lista delle cose comperate ... latte, farina, frutta, detersivo, pane e ... no, i biscotti no!.
Velocemente rispondo "Ehm, ehm! I biscotti, quelli che ti piacciono tanto? Si, si, ne ho comperato due pacchi!". Io che non sbaglio mai, non posso dire di essermi dimenticata di comperare i suoi biscotti integrali. Mai!!! Ora debbo risolvere il problema: ma noi donne, che ne sappiamo una più del diavolo, non ci perdiamo di coraggio. Ed ecco che dopo cena, nel silenzio della notte, impasto velocemente alcuni ingredienti, stendo la sfoglia e con un bicchiere formo tanti biscotti rotondi. Inforno e ... come se non bastasse qui, mentre i dolcetti si stanno cuocendo ricamo un piccolo pezzo di stoffa. Dovete sapere che ogni ricamo è una parte della mia vita e porta in se un ricordo. Sforno i biscotti ed il loro profumo invade la mia cucina e il resto della casa. ..."Sabrina, cosa stai cucinando?". "Niente! E' solo una ricetta per il mio blog, si tratta di biscotti con la farina integrale così potrai confrontare il loro sapore con quello dei biscotti che ho comperato! Anzi ti consiglio di mangiarli domattina per colazione: i miei sono più sani e genuini, fatti con le uova del contadino!". Secondo voi sono stata abbastanza convincente? Domani ve lo saprò dire! Io c'ho messo tutta la mia buona intenzione ed ho preparato anche una piccola sorpresa ...unendo le mie due passioni: cucina e ricamo!



Biscotti integrali con fiocchi d'avena

gr. 100 di fiocchi d'avena tritati
gr. 100 di farina integrale
gr. 50 di farina di mais
2 uova
gr. 100 di zucchero di canna
gr. 100 di burro
2 cucchiai di latte
gr. 50 di uvetta sultanina
1 cucchiaino di lievito per dolci


In una ciotola versiamo i fiocchi d'avena tritati, la farina integrale, la farina di polenta, lo zucchero, le uova, il burro morbido, il latte, il lievito, l'uvetta tritata finemente e il lievito per dolci. Impastiamo fino ad ottenere un composto morbido e compatto. Avvolgiamolo nella pellicola trasparente e lasciamolo riposare per 20 minuti in frigo. Trascorso questo periodo, prendiamo il nostro impasto e stendiamo una sfoglia spessa più di un centimetro e con l'aiuto di un bicchiere formiamo tanti cerchi, che poseremo sulla teglia. I biscotti sono pronti  per essere infornati a 170° per 20 minuti. Sforniamoli e lasciamoli raffreddare. Ricordiamoci di conservarli in una scatola di latta o in barattolo di vetro per mantenerli più croccanti. Buon appetito!



Sarà una sorpresa gradita? A voi ... le conclusioni!!!!

lunedì 12 novembre 2012

Olive marinate o strinate: ricetta tipica delle Marche

Oggi sono particolarmente felice ... a dir la verità io sono sempre felice quando scrivo un post di cucina, perché ho la sensazione di trascorrere il mio tempo con tutti voi e giorno dopo giorno vi sente sempre più vicini. Sono sicura che sia superfluo dirvi che stamattina dedicherò il mio post alla meravigliosa rubrica "Cibo e regioni", quindi state pronti perché pubblicherò una ricetta tipica marchigiana: le olive marinate.  Lo so! Sono pronta per una bella tiratina di orecchie, ma per una volta perdonatemi: le olive non sono una verdura bensì un frutto. Però non ho potuto evitare di far rientrare questo delizioso prodotto della natura nel tema di questa settimana "Le verdure di stagione". 
Vi invito a visionare gli altri blog che fanno parte di questa iniziativa dove ognuno è rappresentante della propria regione e propone un piatto tipico della tradizione culinaria. 

CAMPANIA:  Pizza con friarielli e salsiccia
SICILIA: Pasta con i broccoli
TOSCANA: Minestrone di verdure
LOMBARDIA: Verze imbracate
VENETO: Tagliatelle alla trevisana
FRIULI VENEZIA GIULIA: Capuzi garbi
PIEMONTE: Cardi di Re Carlo Alberto  
EMILIA ROMAGNA: Torta di patate
TRENTINO ALTO ADIGE:   Ciapus Cott
PUGLIA: Recchietèdde e ccìme de rape che l’alìsce
LAZIO:   A tutta indivia... per un bel risotto tutto romano e per gli aliciotti della  cucina ebraico-romanesca
LIGURIA:  suppa de scucuzun e cou neigro  
UMBRIA: Crostini di cavolfiore con l’olio nuovo
MARCHE: Olive marinate
ABRUZZO:   Cioffa mbriica
VALLE D’AOSTA: “Zuppa alla valdostana con cavolo e fontina, Verdure sotto sale per l’inverno”
SARDEGNA:  Melanzanzane ripiene carne e pecorino sardo
BASILICATA:   Ciambotta
MOLISE:Mestecanza



E' sempre un problema quando si deve scegliere la ricetta da pubblicare per la rubrica "Cibo e regioni", perché esistono una marea di ricette tipiche della mia regione, ma penso che sia un dilemma per tutti noi che aderiamo a questa iniziativa.
Questa settimana il tema è vastissimo, le verdure di stagione ... e tanto per citarne qualcuna: i cavolfiori alla fanese, i "grugni" alla puretta, i finocchi gratinati, i cardi alla parmigiana, l'erba di campo,le coste di bietole pastellate, i broccoli con le alici, i porcini con la salsa tartufata o i porcini in graticola.
E tra tante prelibatezze io ho scelto le olive. Volete sapere perché? Adoro le olive e le considero un valido contorno; e visto che in questi giorni dove mi giro vedo gente che le raccoglie sia nei giardini che negli oliveti e nell'aria si avverte il pungente profumo dell'olio novello, ho pensato che fosse debito rendere omaggio a questo piccolo ma grande frutto.

  O L I V E M A R I N A T E

Kg. 1 di olive (Tipo leccino o raggiola)
gr. 40 di sale grosso
finocchi selvatico
aglio
scorza di arancia o di limone

Laviamo accuratamente le olive e lasciamole ad asciugare all'aria aperta per qualche giorno. Poniamole in un barattolo di vetro ed alterniamole al sale, ai pezzetti di finocchi selvatico, all'aglio e a qualche scorza di arancia. Lasciamo riposare per qualche giorno, poi iniziamo quotidianamente ad agitare il barattolo con le olive, cercando di mescolarle, ricordandoci di non chiudere mai ermeticamente il barattolo. Le olive saranno pronte per essere mangiate dopo un mese e si conservano per diverso tempo. Ai primi caldi, le olive ormai mature, le possiamo lavare, asciugare e conservare sottolio e in questo caso si mantengono anche un anno. Buon appetito!





Le olive così mantenute possono essere mangiate come contorno, ma si possono utilizzare anche per arricchire i sughi per la pasta, farcire le pizze, possono inoltre essere unite e cotte insieme ai cavolfiori, ed essere la base di diversi paté come il famoso pesto alle olive.
Purtroppo, come vedete anche dalla foto, le mie olive non sono pronte per essere mangiate, quindi non posso farvele sentire ma possiamo fare un assaggino del pane casereccio bruscato e condito con l'olio d'oliva novello appena uscito dal frantoio: D E L I Z I O S O ! 

sabato 10 novembre 2012

Come fare i biscottini da tè

E' sempre piacevole trascorrere qualche ora in compagnia delle proprie amiche. Si parla dei figli con tutte le problematiche giovanili, ci si confronta mettendo in discussione le proprie azioni e spesso i propri sentimenti tramite le personali esperienze e i vari momenti della vita. Insieme si lavora a maglia o all'uncinetto, si cuce ed ognuna mette in mostra le proprie creazioni.
Ed in queste occasioni come dimenticarsi della cucina e delle ricette?
E' un classico!!!
Cosa avete preparato per la cena di questa sera? ... domenica ho invitato i miei vicini di casa ed ho preparato i cappelletti  ... buonissimi! ...chi di voi ha mai cucinato il pesce al sale? ... quali sono gli ingredienti e i tempi di cottura?
E così vola il pomeriggio condito da risate, da consigli e sempre intervallato dal magico momento del tè e dei pasticcini.


Ho detto magico momento non perché io sia la Fata Turchina, ne tanto meno il Mago Merlino!!!
Sono i biscottini che rendono questo momento fatato, sia per il profumo di vaniglia che sprigionano, sia per il  gradevolissimo sapore che si avverte al primo morso. Per non parlare della loro consistenza: sono tenerissimi, talmente morbidi che si sciolgono in bocca. Proviamo? Ok, proviamo!

Ingredienti

gr. 300 di farina 00
gr. 180 di zucchero semolato
2 uova
gr. 100 di burro morbido
un pizzico di sale
un cucchiaino di lievito per dolci
1 fialetta di essenza alla vaniglia


In una capiente ciotola versiamo la farina, lo zucchero, le uova, il burro ammorbidito, il pizzico di sale, il lievito e l'essenza di vaniglia. Impastiamo bene i vari ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo e compatto. Lasciamo riposare una decina di minuti e poi iniziamo a realizzare i nostri biscottini con l'apposito attrezzo che io chiamo lo "sparabiscotti". Creiamo un biscotto alla volta e poniamolo una teglia, appositamente rivestita con la carta forno, fino all'esaurimento dell'impasto.




A piacere possiamo cospargerli di zucchero di canna o con la granella di zucchero e realizzare diverse forme. Inforniamo a 180° per circa 20 minuti facendo attenzione alla cottura: i biscottini debbono rimanere teneri. Sforniamo e lasciamoli raffreddare sulla grata. Buon appetito! 

Un assaggino! E' un grande piacere potervi offrire un mio pasticcino nella speranza che sia di vostro gradimento

venerdì 9 novembre 2012

Zuppa di cicerchie: ricetta tipica delle Marche

Un giorno polpette, l'altro tagliatelle, seguono melanzane gratinate, poi ravioli e ... oggi? Cosa si prepara in cucina? Questo è il solito e quotidiano problema della maggior parte delle persone che trafficano tra padelle e piattini. Io gioco a carte scoperte o meglio a pentole scoperte e vi voglio far sbirciare cosa bolle nella mia pentola. Ecco: la zuppa di cicerchie


Alzi la mano chi di voi conosce la cicerchia? Beh, ad essere sincera, io ne ho appena fatto la sua conoscenza e vi assicuro non è per niente male! Un sapore molto particolare, un misto tra la fava ed il cece ... e comunque da provare! Scusate, non vi ho ancora presentati!!! Amici del mio mondo virtuale, vi presento la new entry nella mia cucina: la cicerchia, una leguminosa da granella nell'aspetto simile al cece, si trova solo secca e pertanto, come gli altri legumi secchi, va tenuta in ammollo in acqua per almeno 8 ore prima di essere  cotta.


Ingredienti

gr. 500 di cicerchie
cipolla
aglio
olio extravergine
passata di pomodoro
sale e pepe
prezzemolo

Lasciamo in ammollo le cicerchie per 8 ore, trascorso questo periodo facciamole bollire in abbondante acqua saltata per circa un'ora. Nel frattempo prepariamo il sugo: mettiamo in un tegame l'olio, la cipolla tritata, lo spicchio d'aglio ed la passata di pomodoro. Lasciamo cuocere per una ventina di minuti aggiungendo il sale, il pepe ed il prezzemolo tritato. A questo punto uniamo le cicerchie al sugo e parte del liquido di cottura. Proseguiamo la cottura per mezz'ora, o fino a quando le cicerchie risulteranno morbide e se necessario unire altra acqua calda. A cottura ultimata distribuiamo la zuppa nelle fondine individuali, accompagnata da fette di pane abbrustolito completando con un filo d'olio extravergine ed una macinata di pepe a mulinello. Buon appetito! 





A proposito di cicerchie, in un libro di cucina ho letto che è un legume ormai caduto in disuso ed è coltivato solamente in alcune zone dell'Italia Centrale in quantità ridotta. Voi cosa ne pensate? Vogliamo dare un'occasione di rivalutazione ad uno dei più antichi legumi della terra marchigiana? Questo è l'obiettivo della mia ricetta!!! Un assaggino? Prego ...!!!



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