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domenica 16 novembre 2014

Il tartufo e la 49° Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna: prodotto tipico delle Marche

Sono ancora inebriata dal profumo intenso del tartufo che si è respirato in questi ultimi giorni ad Acqualagna, definita capitale del tartufo. Anche quest'anno si è rinnova la magia di un evento, ricco di tante iniziative e capace di attirare e conquistare tantissimi appassionati.



Oggi niente cucina, niente ricette anche se in realtà vi voglio fare assaggiare, anche se solo virtualmente le tagliatelle con il tartufo di Acqualagna.




 Mentre assaporate le tagliatelle voglio condividere con tutti voi alcune semplici nozioni, frutto di una piccola ricerca.
Il nome tartufo viene dato a diversi funghi dal corpo fruttifero ipogeo appartenenti alla famiglia delle Tuberacee. Crescono sottoterra e sono difficili da trovare: per questo scopo sono utilizzati cani appositamente addestrati. Esistono diverse varietà tra le quali: il tartufo bianco e il tartufo nero. Il primo è il più pregiato: di colore chiaro con una forma irregolarmente tondeggiante e bitorzoluta. Solitamente si consuma crudo, affettato a lamelle sottili per insaporire preparazioni semplici come le tagliatelle all'uovo, risotto bianco o uova al tegamino.








 Il tartufo nero ha invece una crosta ruvida e scura, quasi nera , con un aroma meno intenso e complesso ed è meno pregiato di quello bianco. Il suo profumo, persistente e raffinato risulta rafforzato dalla cottura quindi si aggiunge in fase di preparazione e non a finitura a diversi piatti. Esistono altre varietà: il tartufo nero estivo o scorzone, il tartufo nero invernale, il tartufo nero liscio e altre meno pregiate. Durante l'acquisto i tartufi debbono essere sodi, compatti, elastici ma non gommosi. I tartufi freschi si conservano in fondo al frigorifero nello scompartimento verdure, chiusi in un vaso e avvolti singolarmente nella carta assorbente. La conservazione massima dei tartufi è di 10 giorni e si possono anche congelare








Per prepararli dopo averli puliti con una spazzolina o con uno straccio, si tagliano a lamelle sottili, possibilmente con l'apposito affettatartufi.

Vi lascio con alcune immagini che ho scattato durante la 49° Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna che anche quest'anno ha saputo promuovere e valorizzare anche tantissimi altri prodotti agro-alimentari della nostra terra: vini, olio, salumi, formaggi e miele.








Il tutto affiancato da tantissimi laboratori di arti e mestieri








Vi lascio con un suggestivo scorcio di Acqualagna  


Con piacere includo questo post nella rubrica l'Italia nel piatto che ha come tema "I doni del bosco" e nel frattempo andiamo a vedere cosa hanno preparato i miei amici di viaggio enogastronomico italiano
Trentino-Alto Adige: Crostatine ai funghi mi sti di bosco

Friuli-Venezia Giulia: Strùcul di mont 
Lombardia: Foiade di castagne ai funghi porcini
Veneto: Budin con la farina de maròn
Liguria:  tocco de funzi  
Emilia Romagna: Tagliatelle di castagne con sugo di funghi 
 Lazio: Frittelle di castagne e mele
 Toscana: Necci
 Marche:  Il tartufo e la 49° fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna
 Abruzzo:Funghi all'Abruzzese
 Molise: Zuppa di lenticchie di Capracotta e castagne 
 Umbria: Costolette d'agnello con roveja e tartufo 
 Basilicata: Polpette al vino rosso con cardoncelli e lampascioni in agrodolce
 Calabria: Il castagnaccio dei monti Reventino, Tiriolo, Mancuso



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