giovedì 28 aprile 2011

Super Quad Show a Fano

In questo post non voglio parlare di ricette e neppure di dolci ma di un evento che si sta svolgendo a Fano: l'ottava edizione del Super Quad Show, che quest'anno raddoppia il divertimento e lo spettacolo, perché oltre ad aver proposto la manifestazione dal 23 al 25 aprile la ripropone il prossimo week-end, dal 30 aprile al 1° maggio. Quindi chi è interessato a questo festival dedicato ai "giganti  a quattro ruote" è ancora in tempo per raggiungerci. Tengo a precisare che questa manifestazione offre a tutti gli appassionati del settore un grande appuntamento con lo spettacolo e l'esposizione dei nuovi modelli; il programma prevede una mostra mercato, il campionato italiano di super quad cross, il raduno Mare e Monti, il noleggio quad su sabbia, una pista per bambini, gli accessori e l'abbigliamento tecnici, varie manifestazioni dello show freestyle di motocross, il team quad acrobatic e la prestigiosa gara con acquascooter. Non posso dimenticarmi del raduno di un'icona dell'ultimo secolo: la Jeep, che in questa occasione è protagonista di alcune prove libere su pista. Personalmente ho assistito al contest  freestyle di motocross: a dir poco .... emozionante. Provate ad immaginarvi il momento in cui venivano effettuati spettacolari trick, come il giro della morte a bordo di  moto rombanti. Solo il rumore assordante unito alla spettacolarità del momento faceva salire l'adrenalina. E' assurdo ma questa situazione mi ha suggerito di realizzare un ricamo sul portapigiama che regalerò ad un bimbo appena nato: Andrea.




 E visto che ci sono vi posto le foto (anche se di pessima qualità a causa della distanza e della velocità), che ho scattato durante il freestyle di motocross, tanto per farvi rendere conto di cosa solo capaci i veri campioni.


Vi aspettiamo numerosi per il week-end del 1° maggio.

sabato 23 aprile 2011

Il segreto dell'uovo maculato

A differenza di altri blogger, io non ho ricevuto nessun pacco dalla ditta Caffarel, contenente l'uovo maculato e sonoro, né ovetti e neppure la mucca di peluche, ma intendo partecipare al  concorso  "L'uovo ... le mucche country: com'è nato?. Questa iniziativa è stata ideata dalla Caffarel e consiste nel cercare d'indovinare come  è nato l'uovo maculato, novità della Pasqua 2011. Conoscendo la serietà della ditta e la bontà dei suoi prodotti ho deciso che forse è venuto il tempo di raccontarvi una storia svelandovi un segreto che non dovete dire a nessuno. Mi raccomando: cioccolato in bocca! La gallina Polla e la mucca Mucchì avevano vissuto per tanti anni nella stessa fattoria, ma per una strana serie di motivi non si erano mai incontrate. Polla aveva sempre razzolato nell'aia, covato le uova, protetto i suoi pulcini e dormito nel pollaio insieme alle sue amiche gallinelle. Mucchì, invece, aveva ruminato l'erba verde dei prati, prodotto latte fresco tutti i giorni e durante le fredde giornate l'inverno se ne stava al calduccio nella stalla. Ma come vuole l'inesorabile legge della vita, arrivò il giorno in cui i due animali furono messi a "riposo" o meglio in disparte. Fu così che, contemporaneamente,  Polla e Mucchì decisero di allontanarsi definitivamente dalla fattoria e si ritrovarono per la prima volta insieme, lungo uno stretto sentiero di montagna, senza nessuna destinazione. La cosa strana è che fecero subito amicizia e provate ad immaginare quello che vedo io: una mucca maculata con un vecchio campanaccio al collo, che cammina blanda, portandosi sul dorso una gallina, che velocemente gesticola con le ali indicando la strada da percorrere: una vera direttrice. Cammina, cammina ad un certo punto arrivano in un'altura da dove scorgono in lontananza un piccolo paesino molto particolare: New Caffarel. La visione è a dir poco allucinante, tutte le case sono di cioccolato al latte con il tetto di waffers, i giganteschi alberi sono di marzapane ricoperti di glassa reale, nei ruscelli scorre il cioccolato bianco e non racconto altro altrimenti qualcuno potrebbe svenire. La cosa che gli lascia un po' perplessi è vedere un gran brulicare di gente che si affretta a trasportare enormi vassoi di cioccolato che emana un profumo dolce e avvolgente. Incuriositi, i due animali chiedono al primo passante il motivo di tanto fervore: forse c'è in previsione una festa di paese?... forse un matrimonio?  ... o hanno trovato un tesoro? "No, no!" Si sentono rispondere."Stiamo creando le uova di cioccolato maculato per festeggiare la Pasqua!". Sinceramente Polla e Mucchì non realizzano subito la situazione, ma trascorrono  pochi minuti quando la loro fantasia inizia a lavorare. La cosa sembra molto facile e hanno già un'idea o meglio tante idee, molte delle quali irrealizzabili e dopo tanti discorsi, previsioni e ipotesi arrivarono ad una conclusione, Semplice: Polla,invece del solito becchime, avrebbe bevuto il latte di Mucchì. Il mattino seguente la gallina depone l'uovo, ma è il classico uovo al latte. Non si danno per vinte, quindi il secondo giorno, molto convinta della sua idea, mangia fave di cacao fino a stare male. Ma anche questa volta: niente! L'uovo che depone è un gigantesco uovo di cioccolato fondente: bellissimo, ma non è quello che volevano ottenere. Uovo maculato! Uovo maculato! Ma come si fa a creare un uovo pezzato? Continuano a ragionare, a raccontarsi e confrontarsi per tutta la notte rendendosi conto di essere diventate delle vere amiche. E' quasi giorno quando Polla, senza neppure aver mangiato, si addormenta tutta infreddolita mentre Mucchì la riscalda con il suo fiato. A questo punto penso che il finale della storia ve lo potete anche immaginare. Secondo voi al suo risveglio Polla che uovo ha deposto? Magia delle magie l'uovo è maculato! Tranquilli, non è stata una vera magia, ma il sentimento dell'amicizia e della collaborazione: questo è il vero segreto per poter realizzare i nostri sogni più belli. Ah, giusto dimenticavo di dirvi che Polla e Mucchì ora vivono a New Caffarel ed hanno conosciuto il coniglio Musetto mentre stanno lavorando a dei nuovi progetti che vi voglio fare vedere.



Mi hanno inoltre incaricata di  dirvi che sono solo dei prototipi e che vi fanno tanti auguri di Buona Pasqua.

venerdì 22 aprile 2011

La crescia di Pasqua


Se parlo di pizza o meglio di crescia di Pasqua scommetto che molti non sanno che cosa sia o meglio molti la identificano con una focaccia bassa farcita o da farcire. In realtà si tratta di una torta rustica salata tipica delle Marche che solitamente si prepara durante le festività pasquali. E' tradizione che nella maggior parte delle famiglie fanesi la mattina di Pasqua la crescia sia presente nella colazione insieme al salame, all'uovo sodo benedetto, al pezzettino di cioccolata dell'uovo di Pasqua e ad un buon bicchiere di vino rosso. Viene gustata anche in occasione di pic-nic o come stuzzichino per un aperitivo. Non vi sto certo a precisare che ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, chi usa la farina 00, chi la Manitoba, chi il pecorino e chi invece il parmigiano e soprattutto ognuno ha un sistema diverso per realizzarla. Per farla semplice io vi pubblicherò la ricetta con la quale mia mamma ha vinto, per ben due anni di seguito, il concorso per la miglior crescia di Pasqua organizzata nel comune di Fano. Gli ingredienti ve li posto in una maniera diversa dal solito, sono ricamati, con tutta la mia pazienza, in un canovaccio da cucina, simpatico regalo per chi ci aiuta a preparare la pizza.



Mescolare la farina con il parmigiano e il pecorino, entrambi finemente grattugiati, unire le uova leggermente sbattute e il latte tiepido, nel quale è stato sciolto il lievito di birra. Iniziare ad impastare unendo l'olio extravergine, il sale e il pepe. Ricordarsi di non posizionare mai il sale vicino al lievito altrimenti si potrebbe compromettere la lievitazione. L'impasto ottenuto deve risultare liscio e morbido e non appiccicoso: in caso contrario unire altro olio. Altro accorgimento: fare quest'operazione in un luogo caldo e privo di correnti e in questo caso si avvertirà lievitare la crescia durante il suo impasto. Posizionare il composto in un tegame alto, solitamente a forma conica e imburrato, lasciando tranquillamente lievitare per circa un'ora. Trascorso questo periodo infornare in forno precedentemente riscaldato a 220° per un'ora. Le temperatura e il tempo di cottura sono relativi al proprio forno, quindi la prima volta controllare attentamente fino ad ottenere una crosta dorata e croccante. Se necessario lasciare qualche altro minuto anche a forno spento. Sfornare e posizionare la crescia sulla grata per farla raffreddare. Con questa ricetta vi auguro buon appetito e buona Pasqua!


Vorrei fare una precisazione: per chi non conosce il dialetto fanese traduco l'ultima frase, ricamata nel canovaccio "E quel chi dà più sapor è falla sa l'amica del cor" ovvero l'ingrediente principale, che da più sapore e permette una miglior realizzazione della pizza è prepararla con la nostra l'amica del cuore. E penso che questo sia il vero segreto della nostra cara "Crescia de Pasqua".

lunedì 18 aprile 2011

torta di fragole

Molti conoscono la mia passione per la cucina e solitamente in occasione di qualche cena tra amici indovinate chi porta il dolce? Scommetto che la stessa cosa succeda a voi e a tutte quelle/i che adorano pasticciare tra i fornelli e sinceramente mi fa molto piacere e cerco sempre di realizzare un dolce pensando ai gusti di chi lo mangerà. La scelta della ricetta avviene anche in base alla stagionalità dei prodotti e dei frutti che la natura ci offre nei vari periodi dell'anno; in un periodo come la primavera non dobbiamo lasciarsi scappare l'occasione di assaporare uno dei primi risvegli della natura: le fragole.
Lo sapevo! Sto già cambiando discorso; ho iniziato parlando di un invito a cena e mi ritrovo in un campo di fragole con i suoi splendidi colori: il verde delle foglie, il bianco e il giallo dei fiori e il rosso delle fragole. Solo al pensiero mi viene voglia di ricamare una tovaglietta bianca con una piantina di questi frutti dolci e succulenti. Stop alla fantasia e torniamo all'invito a cena di  sabato da parte di Luigi e sua moglie Rossella, tesoriera dell'Associazione "Quei dla dal fium" di Fano. Non sto qui ad elencare tutto quello che la padrona di casa ha preparato, dall'aperitivo, all'antipasto super variegato, alle fettuccine con i funghi porcini, al rotolo di vitello ripieno di verdure con relativo contorno. Vi prometto che la prossima volta chiederò a Rossella qualche ricetta da postare, visto che di cucina se ne intende. Tra i tanti discorsi non poteva mancare un accenno ad un evento che l'associazione intende realizzare a luglio: la Festa del Fritto e alla loro partecipazione alla Fano dei Cesari e al Carnevale estivo. Tra un discorso e una chiacchiera la cena si è protratta fino a tardi e si è conclusa con il mio dolce con le fragole, dedicato ai colori e ai sapori della primavera, accompagnato da un ottimo passito.



Ingredienti (per la torta di base)

6 uova
gr.150 di farina
gr.150 di fecola
gr.300 di zucchero
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina

per la farcitura

4 tuorli
2 albumi
gr.400 di mascarpone
3 cucchiai di zucchero
gr.300 di fragole
succo di frutta
latte
ml.250 di panna fresca


Consiglio di preparare la pasta base il giorno prima per farla leggermente rassodare e rendere più semplice e preciso il taglio. Il procedimento è semplice: sbattere i tuorli con lo zucchero, unire gli albumi a neve, la farina, la fecola, la vanillina e il lievito. Infornare in forno già preriscaldato a 180° per mezz'ora. Sfornare e lasciare raffreddare sulla grata. Nel frattempo preparare la crema al mascarpone sbattendo i tuorli con lo zucchero e infine aggiungere il mascarpone. Mescolare dolcemente e unire gli albumi. La crema deve risultare morbida ma molto compatta, inoltre non deve prevalere il gusto di nessun ingrediente: deve esserci un equilibrio di sapori. Tagliare la pasta base a strati e qui ognuno è libero di scegliere lo spessore e la bagna da utilizzare per inzuppare, quindi aromatizzare i vari strati. Se la torta è destinata ai bambini consiglio il latte oppure il succo di frutta mentre se i consumatori finali sono adulti va bene il maraschino, il cointreau o comunque un liquore dolce. Per assemblare il dolce alternare gli strati di pasta base con la crema al mascarpone e le fragole tagliate a pezzetti fino a terminare gli ingredienti. Lasciare libera la fantasia per il decoro e la presentazione del dolce. Nella torta della foto ho utilizzato come ultimo stato la panna montata, creando cerchi concentrici con briciole di pasta base e fragole. Buon appetito!
  


Questa volta volutamente non vi offro la classica fetta di torta, perché vi voglio troppo bene e penso già alla nostra prova costume: solo tre fragoline baciate dal sole.


Con questa ricetta partecipo al contest di "La cucina di Irina" 
e
al contest di "La cultura del frumento"

domenica 17 aprile 2011

Torta a scacchiera


A Fano, durante questo ultimo week-end si sono svolti i campionati italiani di scacchi che hanno avuto come location il Pala-J, situato dentro la suggestiva cornice del Porto Turistico, popolato di yacht e imbarcazioni a vela. Oggi non vi voglio parlare dei vari tornei che si sono disputati venerdì, sabato e domenica ma di un incontro amichevole svoltosi sabato mattina, in via del tutto ufficiosa, tra uno dei campioni italiani, Godena, e alcune autorità politiche della nostra città e provincia. L'allestimento della sala era impeccabile. Le innumerevoli scacchiere, bianche e nere, erano posizionate su altrettanti tavoli ricoperti con tovaglie coloratissime: verdi, bianche  e rosse, i colori della bandiera italiana. All'interno di una vetrina erano visibili   scacchiere, realizzate con diversi tipi di marmo e pietre naturali offrendo ai vari pezzi delle sfumature quasi impercettibili e all'occhio veramente eleganti. L'incontro, come si poteva prevedere, è stato vinto dal campione che contemporaneamente ha  giocato con i vari assessori e sponsor, i quali, molto sportivamente hanno dimostrato tutto il loro impegno. Adesso ditemi voi, cosa centrano gli scacchi con i nostri interessi propiamente culinari? Lo so che già la vostra fantasia sta dando vita a creazioni mozzafiato; basta fare un giro per blog e rendersi conto di quali magie siete artefici. La mia idea sarebbe quella di realizzare una torta ricoperta di pasta di zucchero a forma di scacchiera con sopra tutti i vari pezzi realizzati anch'essi in pdz. Mi potrei sbizzarrire anche nella creazione di una tovaglia a quadri, bianchi e neri, con ricami o applique, che raffigurano il re, la regina , il cavallo. l'alfiere e tutti i pedoni.  Ma la mia fantasia corre troppo veloce rispetto al tempo che ho a disposizione, quindi in omaggio a questa giornata pubblicherò la ricetta semplice della torta a scacchiera, realizzata al mio rientro a casa.



Ingredienti

per l'impasto bianco

1 uovo
gr.100 di zucchero
gr.100 di burro
gr.250 di farina
1/2 bustina di lievito

per l'impasto nero

1 uovo
gr.100 di zucchero
gr.200 di ricotta
gr.100 di amaretti
2 cucchiai di cacao amaro

Preparare l'impasto bianco mescolando insieme tutti gli ingredienti, la stessa cosa fare per realizzare l'impasto nero. Una volta preparati i due impasti , imburrare una teglia rotonda sulla quale alternare i mucchietti delle due paste colorate cercando di creare un effetto a scacchiera. Cuocere a 180° per mezz'ora. Sfornare e sformare, lasciando raffreddare il dolce sulla grata. Buon appettito!
A dimenticavo! Virtualmente vi offro una fetta di questa torta accompagnata con una tazza di buon cioccolato caldo. A presto.  

giovedì 14 aprile 2011

Mini sformati con pisellini novelli

Tra una ricetta ed un ricamo, siamo ormai giunti alla vigilia delle festività pasquali. La Pasqua è collegata al momento dell'anno in cui finisce l'inverno e per magia si risveglia in noi la voglia di stare all'aperto, di sentire gli odori dei primi fiori ed ammirare gli alberi che germogliano dando vita a macchie di colori tenui e delicati. E' il preludio della primavera. Anche in cucina avvertiamo questa nuova sensazione che si trasforma in desiderio di realizzare nuove ricette, fresche, vivaci, tradizionali ma ricche di idee innovative. I piatti si compongono di ingredienti colorati ed hanno la genuinità di prodotti appena raccolti. Oggi ho deciso di pubblicare la ricetta degli sformatini ai pisellini novelli che rispecchiano tutti i principi della Pasqua e dei suoi colori.



Ingredienti

gr.200 di piselli freschi sgranati
2 uova
gr. 100 di ricotta
gr.80 di parmigiano grattugiato
gr. 50 di pane grattuggiato
cipolla
olio extravergine
sale pepe
brodo vegetale

In un tegamino fare appassire dolcemente la cipolla, unire i pisellini, salare, pepare e aggiungere brodo vegetale per proseguire la cottura. In una ciotola versare le uova, il parmigiano, il pangrattato, la ricotta, sale, pepe ed infine aggiungere delicatamenti i pisellini. Versare il composto in stampini a forma di plum-cake, unti con il burro, infornare a 180° per mezz'ora. Sfornare e lasciare raffreddare sulla grata prima di portare in tavola. Questa realizzazione si può preparare anche in anticipo. Buon Appetito!
    

Con questa ricetta partecipo al contest "Metti la Pasqua in tavola" organizzato dal blog http://diariodellamiacucina.blogspot.com/2011/03/la-raccolta-di-pasqua.html


martedì 12 aprile 2011

Torta farcita con crema all'arancia.

Adoro il profumo e il sapore dell'arancia, che, con la sua buccia porosa e il suoi spicchi succosi, solitamente preannuncia l'inverno. Se ci pensiamo, la cosa sembra un controsenso: come può un frutto così colorato, sia all'interno che all'esterno, essere presente nelle nostre tavole in un periodo nebbioso, freddo e grigio? Sicuramente è la legge della compensazione. Con che cosa faremmo le decorazioni essiccate per l'albero di Natale ... e i profuma armadi con i chiodi di garofano ... e le scorze candite per il panettone della vigilia ...e la spremuta, che tanto ci allevia i sintomi dell'influenza? Pensateci! E' sicuramente un frutto molto prezioso, perchè se ne utilizza ogni parte ed è sempre disponibile sul mercato, anche se la maggior produzione italiana va da ottobre a luglio. Non mi voglio dimenticare di dire che l'arancia viene utilizzata anche per produrre raffinati liquori come il Cointreau, il Grand Marnier, l'Aurum, l'Arancino, per la preparazione di marmellate e per la realizzazioni  di biscotti, dolci e pasticcini. Sinceramente a me piace abbinare l'arancia a piatti di carne o di pesce per pietanze salate. Provate a pensare ai filetti di aringa adagiati in un letto di fettine di arancia: il sapore salato del pesce con il gusto dolce ma asprigno dell'arancia creano un effetto piacevole per il palato. Ma oggi vi voglio postare una tortina semplice, semplice la cui ricetta mi è stata fornita tanti fa da una mia cliente: nonna Iole. Debbo essere sincera l'ho sempre custodita gelosamente tra le pagine del mio ricettario e mi sembra doveroso pubblicarla per onorare questo frutto impareggiabile che trova largo uso in campo gastronomico.
               
                                                           Ingredienti

                                                           4 uova
                                                           gr.175 di farina
                                                           gr.175 di zucchero
                                                           gr.175 di burro
                                                           1/2 bustina di lievito per dolci
                                                           1 vanillina

                                                           per la farcitura

                                                           succo di 2 arance
                                                           gr. 150 di zucchero a velo
                                                           un cucchiaino di maizena
                                                           una noce di burro

Montare a neve gli albumi, mescolare gli tuorli con lo zucchero e unire i  due composti. Aggiungere il burro fuso, la farina, la vanillina ed infine il lievito. Versare in una pirofila imburrata e infornare a 180° per 30 minuti. Sfornare e dopo 10 minuti sformare e lasciare raffreddare sulla griglia. Intanto preparare in un teganino la farcitura con il succo dell'arancia, lo zucchero a velo, la maizena e il burro. Porre sulla fiamma fino a quando il composto si sarà addensato. Dividere la torta in due strati e farcirla con la crema all'arancia. Se si vuol rendere il dolce più aromatizzato, si può pennellare gli strati con del liquore all'arancia. Ricomporre la torta e polverizzarla con lo zucchero a velo. Buon appetito!



Come il solito dimenticavo di offrirvene virtualmente una fetta! E' molto buona, perchè la torta è molto soffice e il suo ripieno è a base di arancia, solo leggermente scaldata e non cotta, da esaltarne tutto il vero sapore del frutto fresco. 
Altra cosa! Con questa ricetta partecipo al contest di Stefania (colore giallo-arancione)

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