martedì 4 novembre 2014

Dolce notte al profumo di castagne

Ormai è tardi, forse è ora di andare a letto. Ho appena finito di sistemare la cucina, organizzato il pranzo per domani, portato fuori l'immondizia, coccolato i gatti e caricato la lavatrice.
Dopo una lunga giornata lavorativa, lo posso dire ... sono stanca. Prima di chiudere l'ultima finestra è mia abitudine guardare il cielo e cercare la luna. Questa sera è piccola e sembra molto lontana. L'immensità mi spaventa, ma il buio è illuminato dalle  stelle che fanno da cornice a questo meraviglioso cielo d'autunno. Se fossi un pittore non perderei l'occasione di immortalare la suggestiva magia della volta celeste in versione notturna. In lontananza si vede la scia di un aereo che scompare velocemente dietro una nuvola. Beh! Non ci crederete ma la mia mente ha iniziato già a fantasticare. Un brivido di freddo mi pervade il corpo, chiudo la finestra e rientro in casa. Non sarò un pittore, ma potrei provare ad "impiattare" la notte!!!

                                 M O O N C A K E   A L L A   C R E M A   D I   C A S T A G N E




Ingredienti per 6 mooncake da cm. 6.5

per l'impasto

2 uova
gr. 100 di zucchero
gr. 80 di burro
gr. 120 di farina 
gr. 20 di cacao amaro
gr. 4 di lievito per dolci 
1 vanillina
2 cucchiai di panna fresca

per la farcitura

crema di castagne
mascarpone

per la bagna

rum
acqua

per la decorazione

pasta di zucchero bianca
pasta di zucchero celeste

In una planetaria sbattiamo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. 



Continuando a mescolare aggiungiamo il burro leggermente fuso e la panna. Ora uniamo la farina, il cacao, il lievito e la vanillina (il tutto rigorosamente setacciato) ed con l'aiuto di un cucchiaio di legno  otteniamo un impasto liscio e morbido. 


Versiamo il nostro impasto negli appositi stampini a forma di semisfere. Per livellare il composto usate il dorso di un cucchiaino e non scuotete gli stampi: si potrebbe smontare l'impasto. Vi consiglio di riempire gli stampini solo per 3/4 perchè in cottura l'impasto si lievita.


Inforniamo a 180° per circa 20 minuti. Sforniamo, sformiamo e lasciamo raffreddare le cupolette sulla grata per dolci.


Nel frattempo prepariamo sia la bagna unendo il rum all'acqua che la farcitura composta dalla crema di castagne ed il mascarpone. Le quantità sono un po' a piacere e in base ai propri gusti. E' ovvio non deve mai prevalere un sapore sull'altro ma deve risultare sempre un certo equilibrio gustativo.





Prepariamo anche la luna e le stelline senza dimenticarci della nuvoletta. La realizzazione è molto semplice: stendiamo la pasta di zucchero e con gli stampini otteniamo le nostre formine.



Ora procediamo alla farcitura. Tagliamo la base della cupola e con un cucchiaino scaviamo la cupola stessa. Pennelliamo con la bagna  sia la base che la cupola


 Con la farcitura di crema di castagne e mascarpone riempiamo la cupola.


Ricomponiamo la cupoletta e decoriamo a piacere. Buon appetito!



Lo so che siete dietro lo schermo, pronti per fare un assaggio di questa ghiotteneria!!! 
Ed eccovi accontentati e ... che la notte porti a tutti buoni consigli e che le nuvole non offuschino mai il nostro cammino. Buonanotte

 
Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Chiavazza

domenica 2 novembre 2014

Olive all'ascolana: ricetta tipica delle Marche

Olive, carne di prima scelta, uova, farina, pangrattato, parmigiano e ... io già mi sto pregustando le nostre olive ripiene e poi fritte in abbondante olio. Sfido chiunque a non godere di questa vera prelibatezza culinaria sia dal punto di vista gustativo che olfattivo.
Ma le olive all'ascolana per me che sono marchigiana vanno ben oltre.
C'è la tradizione, la DOP del prodotto, l'amore per la propria terra ed in primis il valore affettivo.
Cosa significa preparare le olive ascolane?
Beh! E' un po' come fare i cappelletti per Natale o i ravioli per le festività pasquali: tutta la famiglia è ... "a rapporto!". C'è chi grattugia il parmigiano, chi batte le uova, chi prepara il ripieno e al più preciso della famiglia spetta il compito di tagliare a spirale la polpa delle olive.
E' una preparazione che si fa con piacere; si avverte quell'atmosfera di festa, di convivialità e di collaborazione famigliare. Vi lascio poi immaginare cosa succede quando, con il mestolo forato, si scolano le prime olive fritte. Il profumo del fritto mette in moto le nostre papille gustative tanto da essere tentati di fare un assaggio ... niente posate, solo due dita che velocemente, quasi furtivamente, afferrano l'oggetto del desiderio e ... no, basta!!!  Ora vado, raduno la famiglia e preparo giusto due olivette.



In base a diversi elementi storici si può affermare che le olive ripiene siano nate intorno alla fine del secolo scorso e i primi del '900.
Gli statuti ascolani del 1377 stabilivano che dal 2 novembre al Pasqua si dovesse consumare solo carne suina, da Pasqua al 24 giugno, solo carne ovina e dal 24 giugno al 2 novembre, solo carne bovina. Pertanto le olive che hanno il ripieno di carne mista non potevano essere realizzate in quel periodo, in quanto non si avevano a disposizione le carni contemporaneamente. Per non parlare del parmigiano, altro ingrediente del ripieno, che non era certo presente nelle nostre tavole in tempi tanto remoti. Solo a seguito della costituzione del Regno d'Italia caddero certi divieti e i cuochi delle famiglie patrizie cominciarono a farcire le olive "dolci, tenere ascolane" con carni varie, uova, spezie ... tanto da creare il famoso piatto.

O L I V E    A L L ' A S C O L A N A

Vi lascio un assaggio delle olive e vado a scrivere la ricetta




Ingredienti

60 olive tenere ascolane conservate in salamoia
gr. 100 di farina
2 uova
gr. 150 di pangrattato

per il ripieno

gr. 300 di carne mista (manzo, maiale, pollo)
2 uova
gr, 80 di parmigiano grattugiato
1 cipolla piccola
sedano e carota
olio
un bicchiere di passata di pomodoro
una spruzzata di vino bianco
una grattugiata di noce moscata
una grattugiata di scorza di limone
sale e pepe

olio per friggere

Mondiamo e tritiamo la cipolla, la carote e il sedano, facciamo appassire in qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva. Aggiungiamo i pezzi di carne, lasciamo rosolare, bagniamo con il vino e facciamo sfumare. Aggiungiamo il sale, il pepe, la passata di pomodoro e lasciamo cuocere per mezz'ora.  Con l'aiuto del classico tritacarne maciniamo la carne cotta





Mettiamola in una terrina ed aggiungiamo l'uovo, il parmigiano, la noce moscata, il limone, sale e pepe e mescoliamo il tutto ottenendo un composto consistente. 
Ora con un coltellino dalla punta ricurva passiamo a incidere le olive intorno al nocciolo, in modo da eliminare quest'ultimo e formare una spirale possibilmente intera con la polpa.





Con una piccola porzione d'impasto farciamo le nostre olive in modo che riprendano la forma originale (non debbono diventare come polpette né troppo allungate). 

Infariniamo




passiamo nelle uova sbattute



ed infine nel pangrattato.


Procediamo con la farcitura ed impanatura di tutte le olive.


Friggiamo le nostre olive in abbondante olio ed a fuoco abbastanza vivace.


Quando saranno dorate e croccanti in superficie scoliamo su carta assorbente da cucina per eliminare eventuale unto in eccesso.

Ed ecco le prime olive ancora calde, pronte per essere assaggiate


Beh! La tentazione è grande, ma faccio questo sacrificio per voi!!!




Questa è la ricetta che includo nella rubrica dell' Italia nel piatto che ha come tema il comfort food. Ed ora andiamo a vedere cosa hanno preparato nelle altre regioni italiane

Trentino-Alto Adige:  Pane di molche (El Pam de molche) con le noci 
 Friuli-Venezia Giulia:  Goulash di oca alla friulana con polenta e frico croccante 
 Lombardia: Ravioli di zucca (Raviöi de ssüca)
 Veneto: Pearà
 Lazio: Minestra di ceci e castagne 
 Basilicata: Lagane e ceci




sabato 25 ottobre 2014

Semplicemente ... madeleines!


Oggi voglio iniziare da quello che solitamente è la fine dei miei post ... l'assaggio.



Assaggiate, assaggiate pure! Una tira l'altra ... teneramente soffici, dal gusto delicato e dall'aroma vanigliato. Solo così possiamo capire perché anche lo scrittore Marcel Proust nella "Recherche du temps perdu" parla del gusto di queste deliziose "focacce pienotte e corte chiamate maddalenine" che hanno il potere di rievocare nel protagonista sopiti ricordi. 
Indubbiamente la storia di questi biscottini, preparati in stampini a forma di conchiglia, ha radici ben più lontane. Si ha testimonianza già nel XVII secolo presso la corte di re Luigi XV e secondo tradizione sembra che devono il nome da Madeleine Paulmier, la cuoca che li inventò.

La storia delle mie madeleines è molto più recente, anche se da qualche tempo la ricetta giaceva nel fondo della scatola magica della mia cucina. Non sto certo a dirvi cosa sia la scatola magica e ne tanto meno che cosa contenga. Tanto lo sapete già!!! Se non lo sapete ... provate ad immaginare un enorme contenitore pieno, anzi strapieno, di fogli, spesso stropicciati dove appunto gli ingredienti delle ricette che prima o poi vorrei provare a realizzare. Forse qualcuno di voi si chiederà il perché ho definito questa scatola ... magica. In realtà per chi ama la cucina tutte le ricette sono magiche; in qualche modo riescono per pochi secondi a farci evadere dalla realtà. Siamo solo noi e gli ingredienti con un mondo nuovo che aspetta di essere scoperto. Ogni ricetta è una nuova conoscenza di procedimenti, tecniche, giuste combinazioni e piccoli accorgimenti. 
Anche le graziose madelaines, così semplici, tenere e deliziose, nascondono un grande segreto nella preparazione. Ma questo l'ho scoperto grazie ad alcuni consigli che mi sono stati forniti dalla mia cara amica Morena. 

M   A   D   E   L   E   I   N   E   S

Ingredienti

gr. 125 di burro
gr. 100 di farina
gr. 100 di zucchero
gr. 8 di lievito per dolci
2 uova
1 vanillina
qualche cucchiaio di latte

per decorare

zucchero a velo

Facciamo sciogliere il burro a fuoco molto dolce e lasciamolo raffreddare. Nel frattempo in una ciotola mescoliamo la farina con zucchero, il lievito setacciato e la vanillina. In un'altro contenitore
sbattiamo le uova con qualche cucchiaio di latte e uniamolo al composto di farina.



Lavoriamo velocemente con una frusta ed uniamo il burro precedentemente fuso. Il composto dovrà risultare morbido e compatto ma non troppo liquido. Copriamo la ciotola con la pellicola trasparente e lasciamo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Con l'aiuto di un cucchiaio distribuiamo il composto in uno stampo per madelaines, facendo attenzione a non riempire troppo i piccoli incavi.





 Inforniamo a 200° per 10 minuti, poi abbassiamo la temperatura a 180° e continuiamo la cottura per altri 10 minuti. La sbirciatina della cottura in forno è d'obbligo!!!



Sforniamo, sforniamo e lasciamo raffreddare sulla grata per dolci


Ora manca solo una leggera spolveratina di zucchero a velo. Buon appetito!



Ed ora un assaggio per tutti ed un ringraziamento a Morena per i suoi preziosi consigli.


Mentre osservo la foto sto già pensando ad inserire nella scatola magica qualche nuova ricetta, o meglio, alcune varianti alla versione base. Cosa ne dite di aggiungere all'impasto delle nostre madeleines le gocce di cioccolato? Si potrebbe provare anche la versione al gusto di caffè! E se inserissimo un pezzettino di frutta fresca nei nostri dolcetti prima della cottura? 
Non mi ci fate pensare ... altrimenti mi metto subito all'opera nonostante la tarda ora! 

sabato 18 ottobre 2014

Castagnaccio marchigiano: ricetta tipica delle Marche

Le castagne sono da sempre una vera risorsa alimentare, tanto da meritarsi il nomignolo di "pane dei poveri": con la sua farina mescolata con quella di frumento di faceva il pane. Avendo la proprietà di contenere molti amidi, di avere zuccheri complessi e di resistere benissimo all'essiccazione era un cibo disponibile durante tutto l'anno. Tanti erano e sono tuttora gli usi di questo frutto sia nella versione fresca che in quella secca. La castagna fresca si utilizza arrostita o bollita, può essere un contorno per la cacciagione oppure si gusta nei dolci. Possiamo anche glassata e trasformarla in marron glacé. Molteplici sono le ricette che prevedono l'utilizzo della castagna secca, che appositamente essiccata, viene fatta rinvenire in acqua o latte caldo, ottenendo deliziose prelibatezze (castagne all'arancia).
Può essere ridotta in farina ed essere usata per la realizzazione di biscotti, polenta, frittelle e di specialità come il castagnaccio marchigiano. La particolarità è che tra gli ingredienti c'è il rosmarino, simbolo di soavità e di felicità. Secondo un'antica credenza se una ragazza avesse offerto il castagnaccio ad un uomo e a questo fosse capitato il pezzo con il rosmarino, i due avrebbero convolato felicemente a nozze.


                                                         

                                                                     Ingredienti

                                                                     gr 400 di farina di castagne
                                                                     gr. 50 di zucchero semolato
                                                                     gr. 40 di uvetta
                                                                     gr. 30 di pinoli
                                                                     acqua tiepida
                                                                     un rametto di rosmarino
                                                                     2 cucchiai di olio extravergine
                                                                     burro e pangrattato



In un contenitore mescoliamo la farina di castagne con lo zucchero, uniamo l'acqua tiepida, facendo attenzione a non creare grumi. Aggiungiamo metà uvetta, metà pinoli e per ultimo l'olio. 


Imburriamo e rivestiamo di pangrattato una tortiera bassa 


Versiamo il composto e cospargiamo con l'uvetta, i pinoli rimasti e gli aghi di un rametto di rosmarino


Mettiamo in forno alla temperatura di 200° per circa 50 minuti. Sforniamo e serviamo il nostro castagnaccio marchigiano quando sarà raffreddato. Per renderlo ancora più goloso possiamo arricchirlo con l'aggiunta dei fichi secchi. Buon appetito!



Un abbraccio e un piccolo assaggio per tutti voi che siete passati nel mio blog







Con questa ricetta tipica delle Marche partecipo al contest del blog "La cultura del frumento" 


giovedì 16 ottobre 2014

Vino di visciole e straccadenti: ricetta tipica delle Marche

Il tema di questo mese della rubrica "L'Italia nel piatto" è "Il vino".
Per quanto riguarda la viticoltura le Marche sono da sempre sinonimo di verdicchio, anche se la carta dei vini propone una vasta scelta: il Verdicchio di Matelica, il Verdicchio dei Castelli di Iesi, il Bianchello del Metauro, il Bianchello dei Colli Maceratesi, il Falerio dei Colli Ascolani, la Lacrima di Morro d'Alba, Sangiovese dei Colli Pesaresi, il Rosso Conero, il Rosso Piceno, la Vernaccia di Serrapetrona.
 Mi piace ricordare anche i "parenti prossimi" del nostro vino: l'acquaticchio, la sapa, il vino cotto, il vinsanto e il famoso vino di visciole.
Il visciolato è una bevanda a base di vino, visciole e zucchero che risponde a deteminati requisiti.
 Le visciole sono una varietà di ciliege acide simili alle amarene e alle marasche.
 Il vino destinato alla produzione di Visciolato proviene da  vino DOC della provincia di Pesaro Urbino e/o IGT Marche e/o vino ottenuto da vitigni a bacca nera o bianca della propria azienda. La sostanza aromatizzante utilizzata è data dal frutto fresco maturo del Prunus Cerasus,varietà
austera, denominato "visciola" con provenienza della provincia di Pesaro Urbino e/o dalle province limitrofe. La produzione del Visciolato avviene attraverso le seguenti fasi:
- produzione vino base
- raccolta visciole mature
- assemblaggio vino base con visciole mature fresche
- edulcorazione con aggiunta di zucchero
- macerazione del prodotto ottenuto
- travaso e imbottigliamento.
Notizie tratte da "Il Visciolato di Pergola"                                                                                              
Facendo riferimento ad una ricetta tratta da "Ricette del Settecento. Un ricettario fanese del XVIII secolo, trascritto da Annita Spongia Fucci riporto le modalità per ottenere questa bevanda.
- Si prendono delle visciole acidule mature. Si tolgono i picciuoli, si schiaccia il frutto, si rompono i     nocciuoli e si versa il succo, polpa e nocciuoli in un recipiente affinchè avvenga la fermentazione.
  Quando il mosto di visciole ha preso il colore del vino, si preme tutto il sugo che può dare e si
  aggiungano zucchero ed alcool (.....). Questa nuova miscela, messa in un recipiente, non tarderà a       fermentare; dopo tre o quattro ore di fermentazione bisogna far colare il liquore e imbottigliarlo.
  Questo vino viene eccellente e si conserva per più anni.

Il Visciolato viene prodotto da tante aziende vinicole e ogni famiglia ha la propria ricetta. Solitamente io seguo la ricetta proposta da Rolando Ramoscelli e Gianfilippo Centanni nel testo "Le Marche Dolci".

                                                           Ingredienti

                                                           kg 12 di visciole mature
                                                           kg. 5 di zucchero
                                                           25 litri di vino rosso
                                                           2 litri di alcool a 95°

In una damigiana versiamo le visciole e lo zucchero: lasciamo fermentare per 4 o 5 giorni, dopo di che aggiungiamo il vino, l'alcool e lasciamo fermentare, agitando la damigiana ogni 2 o 3 giorni, per 2 mesi. Poi filtriamo ed imbottigliamo. Le varianti a questo modo di fare il visciolato sono tantissime: aggiunta di cannella, noce moscata, miele, chiodi di garofano ecc.
Solitamente il vino di visciole viene utilizzato a fine pasto per accompagnare la pasticceria secca e il "ciambellone" marchigiano. Ed ecco la mia proposta visciolato e straccadenti.





Gli straccadenti sono dolcetti confezionati con le mandorle e aromatizzati con il mistrà e hanno la caratteristica di essere molto consistenti.

Ingredienti

3 uova
gr. 500 di farina
gr. 200 di mandorle
gr. 300 di zucchero
1 tazzina di mistrà
1 cucchiaino di semi di anicini
1 bustina di lievito per dolci

In una terrina mescoliamo le uova con lo zucchero


aggiungiamo la farina setacciata e il lievito



i semi degli anicini e il mistrà




 Ed infine uniamo le mandorle.
 Formiamo dei filoncini lunghi e stretti che poniamo sulla teglia foderata con carta forno.



 Inforniamo a 180° per venti minuti, a cottura ultimata togliamo dal forno e tagliamo i filoni a fettine. Disponiamo le fette nella teglia e mettiamo nuovamente in forno per alcuni minuti per farle asciugare e renderle croccanti ed asciutte. Buon appetito!

Ed ora non ci rimane che aprire una bottiglia di vino di visciole




                                                                  Versiamo



e ... un piccolo assaggio per tutti voi


Ed ora andiamo a vedere il resto della nostra bella Italia

Trentino-Alto Adige:  Vellutata al vino Lagrein Kretzenhttp://www.afiammadolce.it/2014/10/vellutata-al-vino-lagrein-kretzen.html
 Friuli-Venezia Giulia: Colli orientali del Friuli Picolit  DOCG
 Lombardia: I vini DOC di San Colombano al Lambro
 Veneto: 
 Valle d'Aosta:  
 Piemonte: 
 Emilia Romagna: Sorbetto alla MalvasiaDOC Colli Piacentini http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/10/sorbetto-alla-malvasia-doc-colli.html
 Lazio: 
 Toscana: 
 Abruzzo:Il Vino Pecorino d'Abruzzo 
Umbria: Bocconcini di Mailae con Prugnole e Rubesco http://amichecucina.blogspot.com/2014/10/bocconcini-di-maiale-con-prugnole-e.html
Basilicata: 
Campania: Piedirosso Bio Igt V Campania 
Calabria:Greco di Bianco, il vino più antico d'Italia.
Sicilia: 
Sardegna:

Vi invito a visionare anche il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/








                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        




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