venerdì 22 luglio 2011

Festa del fritto: nodini dell'amore

Tutto è iniziato a febbraio, quando ho ricevuto una telefonata quasi inaspettata da parte di Rossella, amministratrice dell'Associazione Quei d'la dal fium di Fano...  Mi trovo a Pesaro, per risolvere un problema inerente ad una mia attività collaterale al mio lavoro, quando squilla il cellulare e nello schermo appare il nome di chi vuole scambiare con me quattro chiacchiere. E' Rossella ... ci salutiamo ... ci aggiorniamo sul nostro strato di salute e su quello dei nostri cari ... poi parliamo del tempo e del freddo inverno che sembra non finire mai ... ed infine la domanda o meglio la molla che ha messo in moto uno strano meccanismo. "Sabri, faresti un dolce per la Festa del Fritto?". Rimango per alcuni secondi in silenzio e sinceramente non so se perché ho la mente rivolta ad altri pensieri o perché già penso a cosa poter realizzare ... ma purtroppo non mi viene in mente nessuna torta fritta, quindi la risposta già ve la potete immaginare. Ma avete presente quella frazione di tempo che basta per dal vita ad un'idea? Ecco, mi sembra che già nella mia mente tutto sta prendendo forma ,anche se ancora solo nei suoi caratteri sicuramente molto primordiali. Quindi dal mio mondo fantastico rispondo a Rossella "Non mi viene in mente nessun dolce fritto innovativo, ma potrei presentare alcune prelibatezze tipiche della nostra zona, visto che le Marche vantano nella loro tradizione culinaria molti dolci fritti. E il tutto mi piacerebbe porlo sulle torri di un castello di ... sabbia". Rossella non mi risponde o pensa o mi crede impazzita o  non ha capito subito la mia idea. Lo so non sempre è facile stare dietro alla mia fantasia e sinceramente qualche volta anche io ho delle difficoltà e mi chiedo quale sia l'orizzonte del mio pensiero e spesso impongo alla mia mente di stare tranquilla senza svolazzare a destra e a sinistra. "Ehi! Rossella ci sei?" Lo so che c'è! E' una persona molto intelligente ... già sta pensando alla mia idea e da buona organizzatrice mi invita a cena. Come poter rifiutare? No, io non rifiuto mai un invito, questo è un mio principio di vita. Se ti invitano vuol dire che gradiscono la tua compagnia, quindi per quale motivo non accettare. Ho già le idee ben chiare e quando, durante il nostro incontro, le prospetto il mio progetto mi sembra soddisfatta. Ok! Procedo con la posa in opera del primo mattone o meglio del primo pezzo di polistirolo. Beh! Non sto a dilungarmi su tutti i particolari: il fatto è che giorno dopo giorno ho visto prendere forma un bellissimo castello con le quattro torri. Questa è la prima torre, dedicata, come potete immaginare dallo stemma, alla città di Fano



Questa è la seconda torre, con lo stemma dell'evento inserito nella Festa del Fritto: Fritto d'autore, al quale ho partecipato al fianco del famoso cuoco Federico Delmonte e del sommelier  di fama internazionale Otello Renzi


E questo è il castello al completo che ho presentato durante la Festa del Fritto.




Cosa ne dite se vi propongo la ricetta dei nodini dell'amore?

ingredienti
gr. 400 di farina
gr. 100 di burro
gr. 100 di vino liquoroso
un cucchiaino di lievito per dolci
un uovo
olio per friggere

Impastare tutti gli ingredienti (escluso olio per friggere), formare un impasto morbido e lasciare riposare per mezz'ora. Trascorso il tempo previsto, tirare la sfoglia alta un centimetro e tagliare delle strisce larghe un centimetro e lunghe cm. 10. Formare dei nodini e friggerli in abbondante olio bollente. Scolare sulla carta assorbente e servirli caldi polverizzati con zucchero a velo. Buon appetito!



Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato a realizzare la mia idea e Fano Tv che ha trasmesso tutta la manifestazione. A presto.
P.S. Per chi non lo avesse capito il castello non era di sabbia ma "sabbiato" con lo zucchero di canna. 

mercoledì 20 luglio 2011

Fano dei Cesari: la fazione della Volpe vince la corsa delle bighe

Come può una fanese doc, come me, non dedicare un post alla "Fano dei Cesari"? Non è possibile! Lascio, come al solito, tutti le informazioni tecniche alla stampa, mentre io vorrei soffermarmi su alcuni particolari che solitamente emergono in maniera marginale, anche se comunque sempre menzionati. E sto parlando della dedizione che traspare in tutte le sfilate,sia goliardiche che storiche, realizzate dalle varie fazioni. Un passo indietro! Per chi non conoscesse ancora la Fano dei Cesari, posso dire in poche parole che si tratta di uno degli eventi estivi più lunghi e più rappresentativi della mia città: in questo periodo, Fano si trasforma  rivivendo momenti della antica vita romana. E' ovvio che per dare vita ad una tale manifestazione è importante il contributo di tutti i fanesi che vengono coinvolti in prima persona sia per l'ideazione, la realizzazione e la partecipazione a tale evento. Tutti si mobilitano, dalla sarta all'organizzatore, dalla parrucchiera all'insegnante di ballo, dal falegname al turista, al quale piace partecipare alla sfilata. Purtroppo il tempo che ci viene concesso per creare le varie scenografie è sempre molto poco ma grazie alla collaborazione e una giusta dose di organizzazione riusciamo a divertirci, a soddisfare le nostre aspettative ottenendo ottimi risultati. La mia fazione è quella della Volpe, che quest'anno ha vinto la corsa delle bighe e colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno creduto e continueranno a credere nel sano principio del cooperare, lavorando uno accanto all'altro, cercando di portare avanti un lavoro di squadra. Il mio lavoro, come vi potete immaginare è stato quello d'ideare e realizzare gli abiti della sfilata storica. Grande soddisfazione! E dopo tanto, e dico tanto, lavoro, mi sono commossa quando ho visto sfilare i vari personaggi che indossavano il frutto della mia fantasia, del mio tempo e del mio amore per il lavoro. Penso che la maggior parte di voi riesca a capire in pieno quello che intendo, perché voi mi assomigliate e sapete quale sia la sensazione che si prova nel materializzare una propria idea che sia un dolce, una poesia o un qualsiasi progetto. La sensazione è la stessa e molte volte è bello riuscire a condividerla con altre persone. Oggi la voglio condividere con voi! Vi presento le mie creazioni ... 

 


In questa foto gli abiti sono indossati da Mnemoside (rappresentata da Marisa Mancinelli), personificazione della memoria e da Zeus (rappresentato da Angelo Fioretti), re e padre degli dei, sovrano dell'Olimpo, Dio del cielo e del tuono. Si narra che Mnemosine fu amata da Zeus, il quale si presentò sotto forma di pastore; i due si unirono per nove notti di seguito sui monti della Pieria e dopo un anno Mnemosine partorì nove figlie: le Muse. Ma lasciamo stare Zeus: potrebbe innervosirsi e lanciarci qualche saetta! 

Un altro abito è quello indossato da una delle meravigliose Muse: Erato (rappresentato da Eleonora Fioretti)



Questa Musa è l'ispiratrice dell'amore e molti poeti antichi la invocavano nelle loro composizioni amorose dando origine ad una poesia anacreontica, che rifiuta i valori eroici in cambio di un nuovo equilibrio situato nella temperanza che favorisce la pace. Altri tre abiti erano indossati dalle sue ancelle, anche loro molto belle!  E' ovvio che mi sono cucita un abito anche per me, che impersonavo la Musa Talìa, rappresentante della commedia e della poesia bucolica. Non vi voglio presentare il mio abito ma l'acconciatura realizzata dalla mia cara parrucchiera, dopo un'accurato studio di immagini e riproduzioni del tempo degli antichi romani. 

 
Non sto certo a raccontarvi l'emozione che si prova poi a sfilare lungo le vie del centro storico per poi fare ingresso, attraverso l'Arco d'Augusto, nella zona Pincio, dove ogni anno si svolge la famosa corsa delle bighe. Sembra di  ritornare indietro nel tempo e vi invito almeno una volta a partecipare a questa grande manifestazione. Viva la fazione della Volpe! 

martedì 5 luglio 2011

Sfilata di moda: Notte in moda a Fano


Domenica 3 luglio si è svolta a Fano una bellissima sfilata di moda ideata da Michela Ricci, insegnante di modellismo,taglio e confezione e da Jean Claude Poderini, docente di stilismo. Questa sfilata viene effettuata  alla fine dei corsi durante i quali le allieve imparano a confezionare abiti, gonne, giacche, cappotti e pantaloni. Tra queste allieve,  per chi ancora non lo avesse capito, ci sono anche io e colgo questa occasione per fare i complimenti a Michela che, con la sua semplicità, è riuscita a dare vita ad un evento unico per la nostra città, dimostrando una grande professionalità. Non vi voglio parlare della sfilata ma del corso di modellismo al quale ho partecipato insieme a tante altre allieve e  se  qualcuno volesse informazioni sui nuovi corsi può contattare l'Associazione Culturale ArteModa  di Fano. La mia passione per il cucito è sicuramente nata con me ma è stata alimentata nell'arco della mia vita dalla presenza di persone amanti del cucito e che sono state capaci di trasmettermi la loro grande volontà di vedere realizzato una propria creazione, che in questo caso è un indumento. Ho parlato di grande volontà, perché non potete immaginarvi quanto lavoro ci sia per realizzare un abito, anche semplicemente una gonna. Sicuramente è molto più semplice andare in un negozio e comperarsela già cucita, spendendo a volte anche meno. Ma volete mettere la soddisfazione di indossare un abito e dire "Questo l'ho fatto io!". E vi garantisco che, se si seguono le regole  insegnate durante i corsi, qualsiasi capo è perfetto. Questo è anche un modo per crearsi qualcosa di unico, di originale e di artigianale: un capo che sicuramente avrà tanto da raccontare. 



Questo è uno dei due abiti con la quale ho partecipato alla sfilata. E' un modello indicato per il tipo di stoffa, una bellissima seta pura, che lo rendere giovane, fresco e che si presta ad ogni occasione, sia per un'elegante serata in uno chalet in riva al mare che per un pranzo informale tra amici al bordo di una piscina. Saranno poi gli accessori a fare la differenza. Non mi posso certo dimenticare di dirvi che, insieme ad altre nove allieve   ho ricevuto un piccolo ma grande "premio": il mio abito sarà pubblicato sulla rivista LifePeople. Un premio meritatissimo è stato assegnato alla mia amica Anna, una vera stilista, che avrà la possibilità di effettuare due mesi di stage presso Siviglia Atelier, un brand famoso in tutto il mondo. Ora vi lascio, altrimenti domani cosa avrò  da pubblicare?    

giovedì 23 giugno 2011

Spaghetti con tonno, peperoni, capperi e origano di Favignana

Volete sapere il vero motivo della mia assenza dal web? Ma il vero motivo?! Ve lo dico dopo aver postato la ricetta, che ha per ingredienti prodotti che ho acquistato durante un mio viaggio in Sicilia e più precisamente a Favignana. Lo so! La maggior parte delle persone che vanno in vacanza riportano a casa, come souvenir, un oggettino tipico, come ricordo dei meravigliosi giorni di ferie. Solitamente la scelta è molto vasta anche a livello economico, quindi si passa dallo strofinaccio, con impresso il nome e la cartina topografica della località, al tappeto appena finito di tessere, tipicamente artigianale. Io, invece, a causa di quella che chiamo "la mia deformazione professionale", sono orientata sempre verso qualcosa, ovviamente, di tipico ma comunque inerente il cibo. Adoro andare a curiosare in quei negozietti, che pullulano nelle località di villeggiatura e che propongono il meglio, a livello commerciale, di quello che il mercato può proporre. E' un classico vedermi gironzolare per le viuzze con le borse piene di pasta, vini, dolcetti e non manca mai un bel libro con le ricette tipiche, magari accompagnate da aneddoti o racconti del luogo. Mi piace guardare attentamente le vetrine alla ricerca di qualcosa che mi colpisca, sia a livello visivo che in relazione alla persona che sarà omaggiata del mio piccolo pensiero. Ok! Non vi ruberò altro tempo e vi lascerò liberi di andare al mare o di fare un bel riposino all'ombra di un albero di albicocche mature. Dopo tanto parlare ritorniamo alla ricetta: spaghetti con tonno, peperoni, capperi e origano di Favignana.

                                                                Ingredienti
                                                       
                                                                spaghetti
                                                       filetto di tonno sottolio
                                                                cipolla
                                                                peperoni
                                                                capperi
                                                                origano
                                                                pendolini
                                                                olio
                                                                peperoncino
                                                                sale


In un tegame versare l'olio e fare leggermente imbiondire mezza cipolla. Unire il peperoncino, i peperoni tagliati a piccoli pezzettini, il sale, i capperi, i pendolini tritati, l'origano e lasciare cuocere per qualche minuto. Infine aggiungere il tonno sgocciolato e leggermente sbriciolato.Proseguire la cottura per pochi minuti e infine aggiungere gli spaghetti, appena cotti in abbondante acqua salata e scolati. Mescolare il tutto nel tegame ancora sulla fiamma. Se necessario aggiungere un giro di olio extravergine. Buon appetito!


Scusate! Un passo indietro! Forse qualcuno ha creduto che il viaggio sia stata la causa della mia assenza, ma in realtà in vero motivo è lui: il mio cestino portalavoro o meglio quello che rappresenta. 


E si! Perché è la mia passione per il cucito che mi tiene spesso lontana dal computer e debbo dire che questa volta mi ha premiata. Finalmente sono: modellista sartoriale. E con grande piacere che vi presento  le mie colleghe e la mia maestra, mentre lavoriamo per la prossima sfilata che si terrà a Fano, Zona Lido, domenica 3 luglio alle ore 21. Questi sono i momenti veri della vita: quando si lavora insieme per dare vita a qualcosa in cui si crede fermamente basandosi sulla collaborazione, sull'amicizia, sulla semplicità. Grazie Michela.



martedì 14 giugno 2011

Filetto d'orata con ratatouille di verdurine di stagione

Questa volta il titolo sembra quello scopiazzato da qualche rivista di cucina, ma in realtà è solo un classico piatto  di pesce con le verdure. Questo sta ad indicare che qualche volta i grossi giri di parole servono o per nascondere realtà semplici o per confondere le idee di chi ascolta. Ma a noi blogger e in particolare a me queste idee non ci sfiorano minimamente anzi fanno sorridere. Ho sempre creduto nella semplicità, nell'onestà e nella franchezza dei sentimenti umani, che dovrebbero essere alla base di qualsiasi rapporto tra le persone. Anche io molte volte, anzi spesso, rimangono affascinata, quasi rapita, dai "bei" discorsi: e la cosa mi sembra normale. Ma, da buona commerciante, mi basta poco, anzi pochissimo, per capire la vera natura dei comportamenti e spesso cerco anche delle giustificazione alle reazioni cercando di capire il perché dell'ipocrisia, della falsità e del voler a tutti i costi favorire i propri interessi a scapito di altri. Forse io vivo nel mio mondo, dove non ho dovuto mai lottare per ottenere qualcosa; sembra che tutto mi sia stato servito sul piatto d'argento. Sicuramente la mia visione è molto tranquilla e pacata, forse se avessi dovuto lottare per raggiungere uno scopo anche io sarei stata costretta a sfoderare quelle armi necessarie per realizzare i propri obiettivi.  Ehi! Ragazzi. non mi dite niente? E' ora di smettere di fare la psicoterapeuta mancata  e iniziare a cucinare, visto che stamattina ho comperato due belle orate, provenienti da un allevamento in mare aperto di Mattinata, meravigliosa cittadina balneare della Puglia.




                                                                   Ingredienti

                                                                      orate
                                                          verdure di stagione
                                                                        olio
                                                                       pepe
                                                                        sale
                                                                   prezzemolo
                                                                        aglio

Lavare, mondare e tagliare a tocchetti le verdure (io ho scelto: patate, melanzane, zucchine, pomodorini) che debbono essere conditi con olio, pepe, sale. aglio e prezzemolo tritati. Porre questa dadonata di verdure in un tegame sul quale si adageranno i pesci lavati e sviscerati.



Ricoprire il tegame con la carta stagnola e infornare a 200° per un'ora, ricordarsi di togliere la carta stagnola dopo mezz'ora per fare rosolare il pesce e addensare il sughetto. Sfornare e sfilettare  le orate accompagnandole nel piatto con le verdure. Quello che si ottiene è all'incirca ciò che vedete nella foto.



Ricordatevi di accompagnare il piatto con del buon vino bianco: la scelta la lascio a voi. Buon Appetito!


giovedì 9 giugno 2011

Pasta di zucchero: dolci creazioni di Aurora


E' la prima volta che prima scrivo un post e poi il suo titolo, quindi mentre sto scrivendo non so di preciso quale sarà il suo titolo: forse "giornata creativa", oppure "borsette: new look", forse sarebbe meglio "grazie, Valentina Gigli". Mah! Non ho ancora deciso e vedremo strada facendo cosa escogiterà la mia fantasia. Certamente vi ho incuriosito! Tutto nasce dal mio interesse per le creazioni in pasta di zucchero e relativo acquisto, da parte di una mia amica, di un libro di Valentina Gigli dal titolo "Dolci e decorazioni". Penso che il titolo dica già tutto: Valentina è bravissima a modellare la pasta di zucchero, creando tutto quello che la fantasia riesce a proporre, inoltre nel suo libro spiega passo a passo, e in ogni dettaglio, il procedimento usato per ogni sua creazione. Ed è stata questa la scintilla che ha fatto scoppiare la bomba o più precisamente: io e la mia amica eravamo talmente prese dall'argomento e dalla realizzazione che abbiamo deciso di dare il via all'opera. Ah! Dimenticavo di dirvi che abbiamo coinvolto anche la piccola Aurora, nipotina della mia cara amica. Sinceramente per me è stato un sogno o meglio la realizzazione di un mio principio di vita: poter trasmettere un piccolo, anche se piccolissimo, insegnamento ad un'altra persona. Lo so ! E' un obiettivo molto presuntuoso, ma bisogna sempre tentare per essere sicuri di aver fatto una cosa giusta. Ritorniamo a noi e a domenica pomeriggio quando abbiamo deciso di realizzare due borsettine in pasta di zucchero usando come ingredienti il glucosio, l'acqua, la colla di pesce e lo zucchero a velo. Per ottenere il vari colori abbiamo aggiunto l'alchermes per il rosa e il colorante alimentare per il celeste. Ho deciso, in questo post non parlerò di procedimenti e neppure di ricette ma della gioia di vedere una bambina intenta a manipolare la pasta, per poi fare delle formine, decorarle e utilizzarle per abbellire la borsetta. Ora vi posto le foto.


Le immagine parlano da sole: Aurora è stata un'ottima collaboratrice, decisamente altezza della situazione e promettente new cake designer. Forse qualcuno vuol sapere che fine hanno fatto le borsette. Ed ecco la risposta! Aurora ha deciso di regalarle alle sue maestre in occasione della fine dell'anno scolastico. Un pensiero degno di lode. Dimenticavo! Il titolo del post!!! Dolci creazioni di Aurora. 


Grazie a Valentina Gigli e al suo ultimo libro.

venerdì 3 giugno 2011

Festa della Repubblica: risotto tricolore

Ho notato che siamo in tante ad avere gli stessi problemi con il blogger, quindi inizio a scrivere senza sapere se questo post verrà pubblicato. Comunque io ci provo, perché credo in questa iniziativa alla quale ho dato vita circa tre mesi fa e spero, come tutte voi, che i problemi si risolvano al più presto. Mi mancate! Ok! Torniamo ad oggi e a cosa avete fatto di bello. Scommetto che siete andate al mare o a fare una bella scampagnata o a qualche compleanno! Brave, avete fatto benissimo! Spero che tra le tante cose vi siate fermate un minutino a pensare ciò che significa festeggiare il 2 giugno. Va bene! Diamo una spolveratina ai nostri vecchi ricordi nozionistici di scuola tradizionalistica (parlo per me, che sono qualche anno più grande di molte di voi), quando ad ogni data veniva associato un evento. Penso che, da buone italiane, la risposta sia immediata, perché non sono ammessi errori: il 2 giugno si festeggia il giorno in cui il popolo italiano scelse la repubblica come sistema di governo. Sinceramente io credo che oggi abbia assunto un significato molto più profondo. Pensateci!? Ma, forse, questo non è il luogo più adatto. A distanza di 65 anni in tante città italiane si è svolta la consueta cerimonia commemorativa che ha il fine di mantenere vivo il ricordo dell'importanza del 2 giugno 1946, per noi popolo italiano. A Fano la cerimonia si è svolta nella zona Pincio, nel Piazzale di Porta Maggiore. Erano presenti i cittadini, i turisti, le Autorità Istituzionali locali, le Forze dell'Ordine, i rappresentanti delle Associazioni dei combattenti e la Banda Cittadina.


Il tutto si è svolto nella maniera classica e solenne: a dare il via è stato l'alzabandiera accompagnato dall'inno di Mameli a cui sono seguiti i vari interventi delle Autorità civili e militari; per poi concludere con le note del Concerto della Banda Musicale Città di Fano. Debbo ammette che questa importante ricorrenza suscita sempre tanti pensieri su ciò che è successo in passato, su quello che succede ora e che succederà in futuro. E come non festeggiare questo giorno se non con un bel risotto tricolore? 



Per la realizzazione ho usato come base il riso mentre i tre diversi colori sono stati ottenuti con ingredienti diversi: il verde con il kiwi, il bianco con la pera e il rosso con la fragola. Per sfumare il riso sono stati usati anche vini diversi: Verdicchio, Prosecco e Sangiovese. Ehi! Il menù prevede anche una variante: le nostre tagliatelle tricolore che sono, senza nessun dubbio, il piatto che meglio rappresenta questa giornata. Buon appetito!

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