giovedì 2 ottobre 2014

Crescia co lu paulittu: ricetta tipica delle Marche

Ed eccomi di nuovo tra i miei ricordi che portano alla mente la vecchia soffitta della nonna. C'era di tutto ... dal baule invecchiato dall'usura e dalla polvere ... agli abiti ormai dismessi e ingialliti dal tempo. Vecchi libri sulla scrivania tarlata, scatole di latta contenenti foto in bianco e nero di parenti mai conosciuti. Ogni oggetto aveva il suo fascino; nella zona più buia giaceva il comò portato in dote dalla nonna che aveva al suo interno la dote nuziale: camice da notte ricamate, lenzuola con merletti preziosi, decine di metri di stoffa tessuta a mano e tovaglie con  bordi intagliati. Come in ogni soffitta degna di questo nome c'era anche un angolo adibito a dispensa dove venivano conservati i salumi appesi alle travi di legno, le mele stese tra la paglia insieme alle patate e ai meloni. Non poteva mancare di certo l'uva che dopo la raccolta veniva legata con lo spago e appesa ai chiodi arrugginiti. Solitamente si mangiava fino a Natale e quella che avanzava veniva pigiata a Pasqua per ottenere il Vin Santo o conservata ed essiccata per ottenere l'uva passa.
Nella soffitta della nonna tanti profumi diversi si mescolavano tra di loro e cambiavano fragranza in base alla stagione ... solo ora mi rendo conto che quello era il profumo delle cose sane e genuine.


Così mi ritrovo ad appendere ogni anno l'uva per assaporare e riscoprire le vecchie tradizioni, che danno sempre ottimi risultati. Quella che vedete nella foto è l'uva che ho essiccato anno scorso e che ho utilizzato per realizzare dolci e biscotti durante questi mesi. Oggi sarà la protagonista della ricetta da inserire nella rubrica "L'Italia nel piatto" che questo mese ha come tema "Uva e vino (dalla vigna alla cucina)


CRESCIA CO LU PAULITTU

Questo dolce è per tradizione legato a Pioraco, un piccolo centro dell'Alto Maceratese, attraversato dal fiume Potenza e famoso per la produzione della carta. Tra le usanze locali, quella di Capodanno, era legata alla preparazione d'una pizza (crescia), confezionata lasciando nell'impasto un "Paolo", cioè una moneta da 50 centesimi ("Paulittu"), in circolazione nello Stato della Chiesa a cui Pioraco apparteneva. Una volta affettata, la crescia era servita ai commensali e chi, fra loro, avesse rinvenuto "lu paulittu", durante tutto l'anno avrebbe svolto il ruolo del padron di casa.




Ingredienti

gr. 300 di pane raffermo
1/2 litro di latte intero
2 uova
gr. 150 di zucchero semolato
gr. 80 di uvetta ammollata nel vino
2 mele
gr. 50 di burro
1 moneta

Tagliamo il pane a fette e poi in piccoli pezzetti.


Poniamoli in una terrina con il latte lasciando che il pane lo assorba per circa 1 ora. Uniamo le uova, lo zucchero, il burro, le mele tagliate a pezzetti e l'uvetta ammollata nel vino.


Mescoliamo bene tutti gli ingredienti e per ultimo uniamo "lu paulittu"


Versiamo il composto in una teglia imburrata e cuociamo per 30 minuti a 180°. Sforniamo e lasciamo raffreddare sulla grata per dolci. A piacere possiamo polverizzare con lo zucchero semolato. Buon appetito!


Ed ora non mi rimane che tagliare la nostra crescia per vedere chi sarà il nuovo padron. Da buona signora di casa ... la prima fetta è per gli ospiti che ho a cena



Ed ora una fetta anche per voi che siete passati nel mio blog


Ehi!!! Ma avete trovato "lu paulittu"!!!!! Siete e rimarrete i padroni del mio cuore!


Ed ora andiamo a vedere le ricette delle altre regioni d'Italia

Trentino-Alto Adige: Strudel altoatesino d'uva e mandorle
Friuli-Venezia Giulia: Pierçolade o zuppa di pesche http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/10/piercolade-per-litalia-nel-piatto.html 
Lombardia: Risotto allo Spumeggio
Veneto: 
Piemonte:
Liguria:   torta di pane e miele (torta de pan e amè) http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/10/litalia-nel-piatto-uva-e-vino.html
Basilicata:
Calabria: Gurpinella di mustarda
Sicilia: La mostata siciliana
Sardegna:Tiliccas o caschettas dolci sardi alle mandorlehttp://blog.giallozafferano.it/vickyart/tiliccas-o-caschettas-dolci-sardi-alle-mandorle
Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/





21 commenti:

  1. Molto interessante il tuo post... prendo una fetta di questa deliziosa torta... è fantastica!
    Complimenti

    RispondiElimina
  2. Questa è l'Italia che non dobbiamo dimenticare!! Meravigliosa ricetta!

    RispondiElimina
  3. Potrei avere la fetta del dolce con la moneta? sicuramente molto buona, come d'altronde tutte le tue ricette ! Ciao, ciao ! Claudia

    RispondiElimina
  4. Bella la storia e la tradizione che c'è dietro questa golosissima torta. La ricetta si arricchisce di ulteriore significato!

    RispondiElimina
  5. Quante splendide ricette della tradizione si conoscono grazie all'Italia nel Piatto!!!!! Questa è bellissima, complimenti!!!!!

    RispondiElimina
  6. la ricetta si interseca con le tradizioni di famiglia e della tua regione ... complimenti per l'uva essiccata dello scorso, ancora di ottimo aspetto e per questo bellissimo post! Bravissima!

    RispondiElimina
  7. quanti bei ricordi nel tuo post! hai descritto così bene la soffitta della nonna che mi sembrava di esserci anch'io a curiosare !
    questo dolce con il pane raffermo è una delizia ...e che curiosa la tradizione della moneta!
    un abbraccio

    RispondiElimina
  8. Ciao, ricambio la visita...sono felicissima di visitare il tuo blog è ricco di ricette fantastiche della nostra tradizione italiana! Complimenti questo post è stupendo, e questa ricetta è a dir poco meravigliosa! Bravissima!
    Un abbraccio Laura:-):-):-)

    RispondiElimina
  9. Quante belle tradizioni ci permette di scoprire e riscoprire il nostro gruppo! I piatti dei nostri nonni sono sì semplici ma dal gusto eccezionale. Un abbraccio

    RispondiElimina
  10. Passata per un saluto, incantata da questi grappoli di uva appesi!
    amelie

    RispondiElimina
  11. Meravigliosa ricetta, con i colori e i profumi dell'autunno!!! Complimenti Sabri

    RispondiElimina
  12. L'idea richiama quella della Gallette di roi: chi trova la moneta diventa re per un giorno! Un'altra cosa a cui non avevo mai pensato: appendere l'uva x averne di secca per i dolci. L'unico problema è trovare uva buona...cosa sempre più rara. Ma va tenuta in un luogo particolare o va bene qualsiasi parte di casa?

    RispondiElimina
  13. Questa è da assaggiare assolutamente.Bellissima la ricetta e sopratutto la preparazione.
    Complimenti

    RispondiElimina
  14. Mi piace questa torta e la sua preparazione particolare! A presto.

    RispondiElimina
  15. Quasi quasi mi è sembrato si essere con te in quella soffitta, ma non eravamo noi a rubare un pò di uva lasciata ad appassire?
    Bella ricetta , quello di nascondere qualcosa nelle torte era abbastanza frequente nei tempi passati, sani divertimenti che coinvolgevano tutti, altro che videogiochi.
    Alla prossima e , naturalmente, mi sentirò sempre a casa qui da te per tutto il prossimo anno, ma anche dopo ;)

    RispondiElimina
  16. Che bel post Sabrina ... e che crescia meravigliosa!!!
    Complimenti!!!
    Un caro abbraccio e a presto
    Carmen

    RispondiElimina
  17. Anche la mia nonna nel dolce di Pasqua metteva sempre il soldino! Ottimo questo dolce!! Non lo conoscevo, grazie!!

    RispondiElimina
  18. Che bei ricordi della nonna, mi hai fatto ricordare la mia! Delizioso questo dolce,genuino, sa di casa! Un abbraccio!

    RispondiElimina
  19. Ciao Sabri, ma che bella la storia della monetina nella torta! E che buona accetto volentieri una fetta, un bacione alla prossima

    RispondiElimina
  20. quanti ricordi in questo post, non conoscevo questa ricetta, mi piace molto l'idea della monetina, un bacio e a presto

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...